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TRATTAMENTI FILTRANTI MEDICALI

L’IMPORTANZA DELLA PROTEZIONE OCULARE

La protezione oculare, per molteplici fattori, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella vita di ognuno di noi. Le strutture oculari sono esposte ad una quantità di radiazioni maggiore di quanto lo erano in passato. L’aumento della vita media, inoltre, ha fatto ulteriormente focalizzare l’attenzione su patologie retiniche come la degenerazione maculare senile, la retinite pigmentosa e la cataratta, patologia di cui si è notevolmente abbassata l’età di insorgenza. Oggi conoscendo meglio i meccanismi tramite i quali si possono arrecare i danni maggiori alle strutture oculari, diventa necessario disporre delle conoscenze relative al funzionamento e alle indicazioni per le diverse proposte offerte dal settore dei filtri medicali, strumenti necessari non solo per garantire un efficace protezione delle strutture oculari ma anche un miglioramento della qualità della visione.

 
 
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L’IMPORTANZA DEI FILTRI MEDICALI

Numerose patologie oculari traggono beneficio, come hanno dimostrato molte ricerche a livello mondiale, dalla prescrizione di filtri medicali.
Le indicazioni al loro utilizzo seguono diverse finalità:
• ritardare la progressione di alcune patologie oculari
• migliorare la qualità della visione riducendo la diffondanza, maggiore per le radiazioni a bassa lunghezza d’onda, migliorando il contrasto dell’immagine
• ridurre la fotofobia e l’abbagliamento.


Una radiazione per creare un effetto su di un determinato tessuto deve essere assorbita e l’effetto dipende dal suo contenuto energetico. Il contenuto energetico di una radiazione dipende in maniera inversamente proporzionale dalla sua lunghezza d’onda. Va inoltre considerato che all’assorbimento di una radiazione è associato un effetto cumulativo per cui si ha un progressivo “immagazzinamento” e il suo contributo finale deriva da una sommatoria di tanti piccoli danni ottenuti in relazione alle ore di esposizione giornaliera sia come quantità (numero totale) che come qualità (ad esempio considerando l’esposizione solare è noto che nelle ore centrali della giornata l’irradiazione è più violenta). Per questo motivo le radiazioni di lunghezza d’onda più corta come l’UV e le radiazioni nel blu, che hanno un maggior contenuto energetico, risultano più pericolose rispetto a quelle di maggior lunghezza d’onda come quelle nel rosso. Le radiazioni UV vengono parzialmente schermate e assorbite dalla cornea, congiuntiva e cristallino e in minima parte raggiungono la retina. Le prime radiazioni nel visibile a maggior contenuto energetico sono associate alla percezione del colore blu e non essendo filtrate dai mezzi diottrici sono le radiazioni nel visibile a maggior contenuto energetico che raggiungono la retina. È per questo motivo che le radiazioni nel blu risultano essere estremamente pericolosa per la retina rappresentando una delle cause della degenerazione maculare legata all’età o DMLE.


Il colore di un filtro non è un parametro determinante nel permettere di capire la sua efficacia. Per questo motivo è fondamentale conoscere la sua curva di trasmittanza al fine di valutare il suo comportamento nei confronti della radiazione UV e della radiazione nello spettro del visibile. L’occhio umano infatti ha una diversa sensibilità per le diverse radiazioni nel visibile con maggior sensibilità in visione fotopica per le radiazioni giallo-verde (λ 555 nm) per questo motivo un assorbimento delle radiazioni di lunghezza d’onda inferiore o superiore ha un minor effetto sulla luminosità della scena.


Ogni filtro medicale ha una curva di trasmittanza ottimizzata in modo da assorbire, in misura diversa, oltre all’UV anche una parte specifica dello spettro nel visibile rispettando il più possibile la sensibilità dell’occhio. Il trattamento di colorazione applicabile a questi filtri si ottiene per immersione in bagni speciali di colore dove la lente viene lasciata fino al raggiungimento dell’assorbimento desiderato e senza possibilità di alcun ritocco cromatico per non alterare la relativa curva spettrofotometrica. Se ne consiglia l’applicazione, quindi, su lenti organiche 1.5 prive di trattamento indurente. I filtri medicali vengono caratterizzati in base ad un valore numerico che indica l’ultima lunghezza d’onda al disotto della quale tutte le altre lunghezze d’onda vengono completamente assorbite (ad esempio un filtro 500 indica che tutte le lunghezze d’onda inferiori a 500 nm sono assorbite) e alla loro classe di appartenenza in funzione della normativa EN ISO 12609-2: 2013.

 

CLASSIFICAZIONE DEI FILTRI

ALCUNE PATOLOGIE CHE POSSONO TRARRE BENEFICIO DAI FILTRI MEDICALI

L’acromatopsia è una cecità ai colori in cui la funzione dei coni è completamente persa: le persone che ne sono affette non hanno alcuna sensazione cromatica e possono distinguere solamente differenze di luminanza. Spesso è presente anche nistagmo. La sensibilità all’abbagliamento è molto elevata e, in genere, l’acuità visiva è estremamente ridotta: tale abbagliamento è dovuto alla sovraesposizione dei bastoncelli.


L’atrofia ottica è un segno importante di molte patologie del nervo ottico in fase avanzata o di patologie delle vie ottiche. In particolare l’atrofia della papilla ottica è caratterizzata principalmente da pallore della stessa a cui si associa una riduzione dell’acuità visiva e del campo visivo.


La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) e degenerazione maculare senile sono condizioni patologiche che hanno in comune la degenerazione della macula con conseguente riduzione della visione centrale e sono considerate le cause principali di cecità e ipovisione per soggetti che hanno superato i 50 anni. Si presentano in due forme: una “secca” che si manifesta come alterazione della pigmentazione maculare e accumuli di materiale giallastro sotto lo strato dell’epitelio pigmentato nella zona centrale della retina; una “umida” in cui si formano, sotto la retina, nuovi vasi sanguigni anomali da cui fuoriescono sangue e siero che deteriorano ulteriormente la funzionalità maculare.


L’epilessia fotosensibile si presenta con un’incidenza annuale di 1,1 su 100.000 persone, anche se ha una marcata prevalenza intorno all’età della pubertà con un incidenza di 5,7 ogni 100.000 in questo gruppo di età. È caratterizzata da crisi epilettiche scatenate da stimoli visivi, anche se alcuni pazienti possono anche sperimentare crisi epilettiche spontanee. È più comune nelle donne rispetto agli uomini, e sembra avere una base genetica. Considerando che il 25% dei pazienti perdono la loro fotosensibilità nella terza decade di vita, il restante 75% rimarrà fotosensibile per tutta la vita. Fra le cause scatenanti delle crisi epilettiche si ritrova la visione della televisione, l’uso di videogiochi e l’utilizzo di VDT. Altri stimoli visivi scatenanti sono le luci stroboscopiche, stimoli a strisce alternanti con diversa intensità luminosa (per es. pavimenti delle scale mobili o tende a veneziana). Anche stimoli luminosi rossi possono rappresentare un fattore scatenante.


Il monocromatismo dei coni blu (MCB) o monocromatismo incompleto legato al cromosoma X è una malattia rara caratterizzata dall’assenza di funzionalità dei coni rossi e verdi. Il MCB è una condizione che si verifica quasi esclusivamente nei maschi e la sua incidenza è compresa tra 1 su 50.000 a 1 su 100.000. Con questa patologia la visione dei colori in condizioni di illuminazione fotopica è mediata solo dai coni blu, e senza una comparazione tra i diversi tipi di fotorecettori non è possibile discriminare tra stimoli luminosi di diversa lunghezza d’onda e intensità luminosa. Inoltre i coni blu, rappresentano solo il 2% dei coni totali nella retina. Con il MCB la discriminazione cromatica è molto scarsa o assente, si ha inoltre ridotta acuità visiva e nistagmo.


La retinite pigmentosa, o più correttamente la retinopatia pigmentosa o RP, è una degenerazione retinica progressiva ereditaria che dipende da un alterazione dello strato pigmentato della retina, con degenerazione dei fotorecettori. Inizialmente viene alterata la funzione dei bastoncelli e la visione al crepuscolo e di notte viene resa difficoltosa fino alla cecità notturna. Inoltre, nel suo classico decorso, il campo visivo si riduce sempre più dal bordo verso il centro fino a lasciare un residuo centrale di forma tubolare, con evidenti problemi di orientamento. Ulteriore sintomo è la ridotta funzione dei coni: da ciò ne deriva una ridotta acuità visiva, un’alterata percezione cromatica, una minore sensibilità al contrasto e un’aumentata sensibilità all’abbagliamento.


La retinopatia diabetica interessa principalmente gli strati centrali ed interni della retina, dove le connessioni neurali provvedono all’elaborazione del contrasto visivo. Da ciò ne deriva una pregiudicata sensibilità al contrasto. I pazienti con retinopatia diabetica in stadio avanzato soffrono in modo particolare di abbagliamento e di disturbi nell’adattamento alle diverse condizioni luminose.

 


 
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SPETTRI DI TRASMITTANZA E TABELLE

trattamenti testati secondo la normativa ISO 14889:2013

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SUNBLOCKER® CLIP ON RIBALTABILE
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ES BLUE

SPETTRI DI TRASMITTANZA E TABELLE

trattamenti testati secondo la normativa ISO 14889:2013

Il trattamento filtrante medicale ES BLUE® prevede una trattazione separata rispetto alle altre lenti filtranti medicali, in quanto è indicato per pazienti affetti da epilessia fotosensibile e monocromatismo dei coni blu.

Ha un elevato assorbimento nell’UV e per le lunghezze d’onda comprese fra 550 e 650 nm mentre presenta una maggior trasmittanza per le lunghezze d’onda comprese fra 400 e 550 nm oltre i 650 nm; questa curva di trasmittanza conferisce al filtro la sua caratteristica colorazione blu cobalto. Nelle epilessie fotosensibili viene utilizzato per ridurre o addirittura bloccare la comparsa dei fenomeni convulsivi tipici in soggetti affetti da tale patologia per effetto della riduzione della luminanza degli stimoli o per effetto del taglio delle radiazioni comprese fra 550 e 650 nm che rappresentano uno dei fattori scatenanti delle crisi epilettiche.

Il trattamento ES BLUE® può essere utilizzato anche in caso di monocromatismo dei coni blu. Con questo filtro la radiazione nel blu che arriva a livello retinico è in grado di stimolare i coni rimanenti aiutando la visione del paziente mentre la

parte di radiazione ad alta lunghezza d’onda che arriva a livello retinico aiuterà la funzionalità dei bastoncelli.

È applicabile solo su lenti ad indice di rifrazione 1.5 e non è idonea alla guida. È disponibile anche clip on.

 
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ES BLUE® CLIP ON RIBALTABILE
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I colori sono indicativi.
 


 

INDICAZIONI PER LA SCELTA

Per la scelta e la prescrizione di un “filtro medicale” non ci sono, ad oggi, delle indicazioni universalmente valide. È pertanto affidato alle conoscenze e alla competenza dell’operatore consigliare un tipo di filtro rispetto ad un altro.

Una procedura che può essere seguita prevede al termine dell’esame del vizio refrattivo la prova dell’effetto dei filtri più indicati per quella determinata condizione patologica per valutarne l’efficacia sia sulla funzionalità visiva (acuità visiva e sensibilità al contrasto) sia sul beneficio apprezzato dall’utilizzatore.

È importante valutare l’effetto dei filtri non solo per le condizioni di illuminazione ambulatoriale ma anche per le condizioni di illuminazione più adatte per l’utilizzatore (es. ambiente esterno o lettura con illuminazione artificiale). Si tenga presente che questi filtri possono essere utilizzati indipendentemente da una patologia conclamata ed essere utilizzati per ottenere una protezione totale dall’UV e da parte delle radiazioni nel visibile.

In caso di compensazione di una ametropia è possibile realizzare i filtri medicali su lente organica neutra da utilizzare come clip on o costruire lenti oftalmiche monofocali, bifocali e progressive con il trattamento richiesto. Per gli ipovedenti i filtri possono essere incorporati in molti sistemi ingrandenti. Su tutte le lenti filtranti medicali è sempre consigliato un trattamento antiriflesso aggiuntivo.

Lo spettro di trasmittanza è necessario per capire il comportamento della lente e i suoi effetti, quando posizionata di fronte a un sistema ottico oculare.

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KIT DI PROVA LENTI FILTRANTI MEDICALI D.A.I. OPTICAL™

Per trovare il filtro adatto è necessario far provare al paziente le lenti in condizioni ambientali differenti.


 
Di seguito vengono riportate le indicazioni per la prima scelta dei filtri medicali ES BLUE® e SUNBLOCKER® in funzione delle diverse indicazioni:
 

INDICAZIONE ES BLUE 400 450 480 500 510 540
Epilessia fotosensibile x
Monocromatismo dei coni blu x
Esposizione elevati livelli UV x x
Terapia PUVA fotochemioterapia x x
Distrofie corneali x x x x
Edema corneale x x x x
Post cheratoplastica x x x x
Post chirurgia refrattiva x x x x
Post vitrectomia x x x x
Retinopatia diabetica x x x
Degenerazione maculare x x x
Glaucoma x x x x
Atrofia ottica x x x x
Farmaci fotosensibilizzanti x x
Terapia fotodinamica x x
Retinite pigmentosa x x
Albinismo x x
Aniridia x x
Coloboma dell’iride x x
Acromatopsia x x

Un’adeguata protezione dalla radiazione solare, tanto più precocemente verrà fornita, tanto più svolgerà un’azione preventiva contro l’insorgenza di patologie retiniche, oltre a fornire comfort visivo e protezione in coloro che ne sono già affetti. Questi prodotti, inoltre, risultano particolarmente indicati anche e soprattutto nei bambini, a causa dell’elevatissima trasparenza dei loro mezzi diottrici e quindi necessità di maggior protezione.